Il colle nel corso dei secoli - Ospizio del Piccolo San Bernardo
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Il colle nel corso dei secoli

Un luogo segnato dalla storia

Fin dai tempi più antichi, il colle ha conosciuto molti viaggiatori !

Le antiche popolazioni, i Salassi (della valle d’Aosta) ed i Ceutroni (di Tarantasia), che sono all’origine della Pastorizia, già si riunivano in quel luogo ed avrebbero costruito un Cromlech, un cerchio di pietra piuttosto curioso di 70 metri di diametro, che si trova oggi a cavallo della frontiera.

 

I Romani costruirono una strada sul Colle, e veneravano Giove, perciò una colonna con una statua del dio fu eretta. Costruirono anche il primo ostello : la Mansio. Annibale e le sue truppe avrebbero attraversato questo colle.

Il cromlech (nord-ovest): dettaglio. (Foto di J.-L. Penna)
La mansio – est – e il fanum. (Foto di J.-L. Penna)
La Colonna Joux (7m di altezza) - Colle del Piccolo San Bernardo e il Monte Bianco (Foto di J.-L. Penna)

Al periodo altomedioevale, San Bernardo di Mentone fece edificare un ospizio per accoglierci i viaggiatori.

 

Il colle del piccolo San Bernardo vide passare numerose guerre franco-savoiarde, dal periodo di Luigi XIV fino alla Rivoluzione. Il colle fu anche teatro della “Guerra delle 100 Ore” tra il 1940 e gli ultimi combattimenti con la liberazione nel 1944-1945.

 

Oggi il colle è diventato un luogo di turismo con molteplici attrazioni : scoperta dei resti archeologici o di vestigia storiche e di antiche leggende ; escursioni estive attraverso alpeggi, rocce e ghiacciai ; sci su pista e sci alpinismo nelle due stazioni sciistiche dell’Espace San Bernardo : La Thuile e La Rosière.

Strada di una volta al colle del Piccolo San Bernardo (Foto di J.-L. Penna)

Dalla strada romana alla strada statale

  • L’antica Strada romana data del 2 dC, venne mantenuta sul suo percorso fino al 1866, passando per Saint Germain sulla riva destra. Gli scambi erano numerosi su questo percorso : bestiame, merci (compreso il contrabbando), immigrati, lavoratori stagionali, venditori ambulanti e artigiani, castellani (trasportati dai portatori abitanti di Saint Germain), truppe militari…

 

  • 1853 : un progetto di costruzione di una strada sul lato francese fu avviato : strada larga 6 metri, pendenza massima del 6 per cento per permettere il passaggio di diligenze.

 

  • 1858 : il tratto di strada Séez – La Rosière fu completato.
Sedia di portatori detta della Contessa Cécile (cappella Saint-Germain a Séez). (Foto di J.-L. Penna)
  • 1866 : la strada fu completata sul versante francese.

 

  • 1873 : la strada fu completata sul versante italiano.

 

  • 1897 : Félix Faure inaugurò la Route Nationale 90 (RN90).

 

  • 14 luglio 1905 : il conte di Mentone attraversò il passo in macchina.

È soltanto con lo sviluppo dell’industria automobilistica che la nuova strada fu diventata prospera : 52 000 veicoli passarono al passo nel 1960.

Questa strada è aperta da inizio giugno a fine ottobre. Permette di passare da una regione all’altra e permette anche al colle di essere un luogo attraente di turismo estivo.

Via romana a Les Chavonnes. Séez. (foto di J.-L. Penna)

Spostamenti della frontiera nel tempo 

  • Fino al 1725 : il limite tra Ceutroni e Salassi. È il limite dello spartiacque, tra 2 popoli, tra 2 comunità montane, che si ripartiscono l’acqua e gli alpeggi.

 

  • 1725 : nuova frontiera pastorale, definita in seguito a un giudizio che spostò la frontiera verso il lato francese tra l’ospizio e colonne Joux.

 

  • 1797 : rivoluzione francese, una frontiera temporanea fu istituita (Ci sono contraddizioni).

 

  • 1814 : Ritorno dei ducati di Savoia e di Aosta. Ristabilimento della frontiera del 1725.

 

  • 1861 : annessione della Savoia alla Francia nel 1860. I servizi doganali furono istituiti. Napoléon III concesse una lingua di terra con l’ospizio ed il territorio legato, che poi diventò italiano.

 

  • 1947 : ripristino della frontiera sullo spartiacque dopo alcuni negoziati tra politici dei 2 versanti.
Spostamenti dei confini al colle del Piccolo San Bernardo, schizzo di Jean-Loup Benoit
Spostamenti dei confini al colle del Piccolo San Bernardo, schizzo di Jean-Loup Benoit

Amicizie tra abitanti

Il piccolo San Bernardo unisce strettamente 2 valli, valle d’Aosta e Tarantasia, e 2 popoli derivati dei Salassi e dei Ceutroni. Una storia di quasi 2000 anni ha legato i 2 popoli. In entrambi i lati, agli abitanti piace attraversare il passo in estate per “staccare la spina” o per visitare la famiglia.

La lingua francese, che era la lingua dei valdostani prima della seconda guerra mondiale rimane ancora molto usata nella valle d’Aosta, e costituisce per loro una fierezza e un simbolo della loro autonomia.